<![CDATA[Segnalazioni eventi dai Teatri della Provincia di Reggio Emilia]]> <![CDATA[Teatri della Provincia di Reggio Emilia]]> <![CDATA[RITRATTO DI DONNA ARABA CHE GUARDA IL MARE]]> Reggio Emilia - Teatro Piccolo Orologio, 29/04/17, 21.00
Sabato 29 aprile ore 21.00 RITRATTO DI DONNA ARABA CHE GUARDA IL MARE testo di Davide Carnevali regia di Claudio Autelli con Alice Conti, Michele Di Giacomo, Giacomo Ferraù e Giulia Viana produzione Lab121 | con il sostegno di Next/Laboratorio Delle Idee 2015 | coproduzione con Riccione Teatro Il paese a cui si fa riferimento nel testo è un paese imprecisato ma sicuramente nordafricano-mediterraneo, può essere Marocco, Algeria, Tunisia o Libia. Noi spesso diciamo che questi sono paesi arabi (ad esempio quando qualche anno fa c’è stata la cosiddetta “primavera araba”), ma in realtà quella araba è una dominazione culturale, che ha imposto nei secoli una lingua e una religione comuni. Nello stesso modo in cui il colonialismo europeo più recentemente ha imposto un’organizzazione della società economica e dell’apparato statale. La lingua araba è per loro una lingua della cultura, così come il francese è la lingua commerciale, ma tutti quei paesi parlano nel quotidiano anche lingue proprie. Il nostro punto di vista “appiattisce” tutte le differenze, per noi sono semplicemente arabi, stranieri, barbari; per questo motivo ogni lingua o dialetto parlato nell’opera viene formalmente percepito come una sola lingua. In definitiva questo è un testo sulla nostra incapacità o non volontà di approfondire la conoscenza dell’estraneo e indagare nelle differenze culturali – dunque linguistiche. Quindi il nostro termine “arabo” applicato a quel contesto è in parte un errore, che nasce dalla nostra poca conoscenza di quei paesi. Il titolo dell’opera riflette questo errore, come dice ad un certo punto la Donna: «Non siamo arabi, anche se è quello che si dice, anche se è quello che si scrive, anche se è quello che uno straniero pensa di noi. Ma uno straniero che non conosce davvero questo paese di solito dice cose sbagliate e scrive cose sbagliate. Anche se forse questo per lui non significa niente.». Diciamo che il titolo ammette la mia ignoranza, o quantomeno sintetizza l’approccio superficiale del punto di vista europeo sulla questione. L’uomo europeo va, prende quello che vuole e se ne va, proprio come ha fatto l’Europa durante il colonialismo, senza aver davvero capito il valore delle sue azioni e le conseguenze disastrose del suo comportamento. Davide Carnevali
(Reggio Emilia - Teatro Piccolo Orologio)]]>